Telcom a sostegno del patrimonio culturale del territorio: il recupero di Delia, la donna di Ostuni

Tutte le aziende dovrebbero guardare con un occhio di riguardo al benessere del proprio territorio d’origine e salvaguardarne il patrimonio culturale. Una corretta integrazione tra l’impresa, i suoi dipendenti e la popolazione è prioritaria. Ciò infatti contribuisce ad alimentare le sinergie destinate allo sviluppo complessivo della cultura territoriale. In quest’ottica, Telcom ha da sempre stretto un legame saldo con il territorio non solo attraverso il lavoro e il rispetto dell’ambiente, ma anche salvaguardando le bellezze storiche e culturali che ne fanno parte.

La forza imprenditoriale e lungimirante dell’azienda ha portato all’innovazione del modello Telcom, coinvolgendo completamente gli stakeholder e all’adozione di una politica di responsabilità sociale. Telcom ha messo in atto moltissime proposte e iniziative a sostegno dei propri dipendenti e del territorio nel quale opera.

Da sempre inserita profondamente nel tessuto sociale, Telcom supporta iniziative culturali per la valorizzazione del territorio, con il medesimo scopo di aumentare il senso di appartenenza nei confronti della comunità. Tra le varie iniziative, poniamo l’accento sulla partecipazione di Telcom al recupero dopo il ritrovamento di Delia, denominata “la madre più antica del mondo”. Una scoperta archeologica che ha avuto un eco mondiale, avvenuta proprio nei territori di Ostuni. Inoltre, l’azienda ha contribuito all’allestimento dei reperti esposti nel Museo delle Civiltà preclassiche della Murgia meridionale, all’interno del complesso delle Monacelle a Ostuni.

Il ritrovamento di Delia: la gestante di Ostuni

Un evento di caratura storica avvenuto nella culla della citta di Ostuni. I resti di una madre, risalente a circa 28.000 anni fa, sono stati ritrovati all’interno della grotta di Santa Maria d’Agnano. Non un reperto qualsiasi: infatti, lo scheletro ritrovato si riferisce alla madre più antica del mondo, battezzata dal suo scopritore Delia.

Lo scheletro di Delia fa pensare ad una madre molto premurosa, con una mano posata sul ventre che simboleggia amore e protezione nei confronti di suo figlio. Infatti, la donna era incinta, probabilmente all’ottavo mese. Scorgendo sotto una pietra vicino al grembo, è stato ritrovato un corpicino in posizione fetale. Sicuramente si riferiva al piccolo che la madre aveva in grembo.

Un evento molto importante per il territorio della città di Ostuni, a cui Telcom ha preso attivamente parte per il recupero dello scheletro, per poi esporlo pubblicamente nel Museo della Città. Nel fulcro del patrimonio storico cittadino, ovvero il Museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale di Ostuni, giacciono i resti della gestante insieme ad un calco della sepoltura e un diorama della deposizione. Situato all’interno dell’ex complesso conventuale delle Suore Carmelitane di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, note come Monacelle, il Museo ospita tutti i reperti archeologici più importanti ritrovati nell’agro brindisino.

Telcom è molto orgogliosa di aver partecipato ad un evento che arricchisce la cultura territoriale e non solo, dimostrando il costante impegno e l’amore per la propria Terra.



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